Francesco Pellegrino Urologo
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Patologie

Il Tumore della Vescica

La diagnosi precoce garantisce risultati oncologici e funzionali migliori
Nelle forme superficiali (non muscolo-infiltranti) il tumore può essere trattato endoscopicamente
Smettere di fumare riduce il rischio di recidiva e progressione dopo il trattamento
Alto tasso di recidiva dopo trattamento endoscopico
Follow-up stretto dopo trattamento endoscopico
Necessità di chirurgia demolitiva (cistectomia radicale) in caso di tumore muscolo-infiltrante e in alcuni casi selezionati di tumore superficiale (non muscolo-infiltrante)

Il Tumore della Vescica: dalla Diagnosi al Trattamento

Epidemiologia, Fattori di Rischio e Sopravvivenza

Il tumore della vescica rappresenta circa il 3% di tutti i tumori. È più frequente negli uomini rispetto alle donne e l'incidenza aumenta con l'età (è più comune tra i 60 e i 70 anni). Il fattore di rischio principale è il fumo di sigaretta, responsabile del 60% dei casi. Altri fattori di rischio sono l'esposizione professionale ad alcune sostanze chimiche e la radioterapia pelvica. In Italia, la sopravvivenza a 5 anni supera il 70%, ma varia sensibilmente a seconda dello stadio di presentazione. Nelle forme superficiali (non muscolo-infiltranti) trattate endoscopicamente vi è un alto tasso di recidiva (30-80% a 5 anni).

Presentazione Clinica, Diagnosi e Stadiazione

Alcuni casi sono diagnosticati incidentalmente (in assenza di sintomi) nel corso di esami eseguiti per altri motivi. Il sintomo di presentazione più frequente è la presenza di sangue nelle urine (macroematuria). Alcuni pazienti possono riferire sintomi urinari irritativi (urgenza minzionale, bruciore durante la minzione, necessità di urinare più frequentemente nel corso della giornata). Qualora compaiano tali sintomi, è fondamentale eseguire una valutazione urologica.

Gli accertamenti clinici eseguiti nel sospetto di tumore della vescica comprendono l'esame citologico su tre campioni di urina (CTM urine), l'ecografia dell'apparato urinario e la cistoscopia. Quest'ultima rappresenta l'esame cardine nell'inquadramento di un sospetto tumore della vescica. Viene eseguita in regime ambulatoriale e permette di visualizzare le pareti della vescica e identificare eventuali neoformazioni. Può essere indicato eseguire una risonanza magnetica della pelvi per valutare l’eventuale infiltrazione delle strutture circostanti. In alcuni casi è utile eseguire anche una TC dell'addome con e senza mezzo di contrasto (o una risonanza magnetica) per valutare l’eventuale coinvolgimento dell’alta via escretrice (ureteri e reni) e altri organi. La TC del torace è talvolta indicata per escludere la presenza di metastasi a distanza.

La diagnosi istologica si ottiene con l'intervento di resezione endoscopica transuretrale della neoformazione (TURB) eseguito in sala operatoria, che ha scopo diagnostico e, in alcuni casi, anche terapeutico.

Trattamento Chirurgico

Il trattamento del tumore della vescica varia considerevolmente in base al grado di infiltrazione neoplastica della parete vescicale. Questa informazione si ottiene dall'esame istologico del materiale prelevato durante la TURB e consente di distinguere tra tumore non muscolo-infiltrante e tumore muscolo-infiltrante.

Per i tumori non muscolo-infiltranti, la resezione endoscopica (TURB) può risultare terapeutica. Per alcune lesioni può essere necessario un secondo intervento di completamento (re-TURB). Dopo la TURB, è spesso indicata una terapia volta alla riduzione del rischio di recidiva, mediante cicli di instillazioni endovescicali di chemioterapici (mitomicina C) o di bacillo della tubercolosi attenuato (BCG).

Per i tumori muscolo-infiltranti e alcuni casi selezionati di tumori non muscolo-infiltranti, la cistectomia radicale rappresenta la terapia di prima scelta. Questa consiste nella rimozione della vescica e dei linfonodi loco-regionali. Nell'uomo vengono rimossi anche la prostata e le vescicole seminali, mentre nella donna vengono rimossi l'utero e le ovaie. In alcuni casi selezionati è possibile eseguire una chirurgia sexual-sparing, preservando gli organi sessuali (prostata e vescicole seminali nell'uomo, utero e ovaie nella donna), con vantaggi dal punto di vista funzionale ma al costo di un aumentato rischio di recidiva locale. Dopo l'asportazione della vescica è necessario ricostruire la continuità delle vie urinarie per consentire l'espulsione dell'urina. A seconda delle caratteristiche del paziente e della malattia, sono possibili diverse soluzioni, riassumibili in due categorie: derivazioni urinarie continenti (neovescica) e derivazioni urinarie non continenti (ureteroileocutaneostomia e ureterocutaneostomia). Ciascun approccio presenta vantaggi e svantaggi, e la scelta ottimale deve essere definita al termine di un'attenta discussione tra il paziente e l'urologo di riferimento.

La chirurgia robotica sta assumendo un ruolo sempre più rilevante in questo contesto. Rispetto alla tecnica open e a quella laparoscopica, consente una migliore visione e una maggiore precisione di movimento, permettendo al chirurgo di apprezzare i più piccoli dettagli anatomici ed eseguire l'intervento con un'accuratezza significativamente superiore. Questi vantaggi si traducono in migliori risultati funzionali (minori perdite ematiche, minor dolore post-operatorio, degenza ridotta) rispetto alle altre tecniche chirurgiche, mantenendo risultati oncologici comparabili.

In casi selezionati è inoltre possibile effettuare trattamenti chemioterapici e/o immunoterapici preoperatori (terapia neoadiuvante), volti a ridurre il volume della malattia e a favorire la riuscita dell'intervento chirurgico. In tali casi l'urologo potrà avvalersi della consulenza di oncologi.

Infine, in base al risultato dell'esame istologico del pezzo operatorio, può rendersi necessaria una chemioterapia o immunoterapia e/o radioterapia postoperatoria (adiuvante), volta a ridurre il rischio di recidiva della malattia.

Altre Opzioni Terapeutiche

In alcuni casi selezionati di tumore muscolo-infiltrante della vescica può essere indicata la terapia trimodale che consiste in resezione endoscopica transuretrale della neoformazione (TURB), chemioterapia e radioterapia pelvica.

Infine, nei pazienti con tumore della vescica metastatico, il cardine terapeutico è rappresentato dall'immunoterapia e/o dalla chemioterapia, la cui gestione è affidata all'oncologo.

Follow-up

Il follow-up dipende dalle caratteristiche della malattia, dalle condizioni del paziente e dal trattamento effettuato. I pazienti con tumore della vescica trattati endoscopicamente, con o senza instillazioni endovescicali, dovranno sottoporsi a controlli cistoscopici periodici e, in alcuni casi, a CTM urine e TC dell'addome. I pazienti trattati con cistectomia radicale verranno seguiti mediante esami di radiologia (TC) ed esami ematici e delle urine periodici.