Francesco Pellegrino Urologo
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Patologie

Il Tumore della Prostata

Ottimi risultati oncologici se diagnosticato precocemente
Diverse opzioni terapeutiche disponibili, permettendo di scegliere quella più adatta alle caratteristiche e alle esigenze individuali
Possibilità di ottima qualità di vita dopo il trattamento (soprattutto se diagnosticato precocemente)
Possibili effetti negativi sulla qualità di vita dopo il trattamento (soprattutto se diagnosticato in fase avanzata)
Necessità di lungo follow-up dopo il trattamento per il rischio di recidiva

Il Tumore della Prostata: dalla Diagnosi al Trattamento

Epidemiologia, Fattori di Rischio e Sopravvivenza

Il carcinoma prostatico è la seconda neoplasia più frequente nell'uomo e rappresenta il 15% di tutte le neoplasie diagnosticate.

Il fattore di rischio principale è l'età: questa patologia è rara negli uomini sotto i 40 anni, ma diventa più comune con l'avanzare dell'età.
Altri fattori di rischio sono la familiarità, i fattori genetici, l’etnia (incidenza più elevata nelle persone di etnia africana) e l'obesità.

Il tumore della prostata cresce in genere lentamente e presenta ottimi tassi di sopravvivenza se diagnosticato precocemente (95% a 5 anni).
Esistono tuttavia casi più aggressivi, in cui le cellule tumorali invadono rapidamente gli organi circostanti e possono diffondersi ad altri organi.

Presentazione Clinica, Diagnosi e Stadiazione

Poiché questa patologia è solitamente asintomatica, almeno nelle fasi iniziali, la diagnosi è spesso incidentale. È quindi consigliato eseguire controlli periodici a partire dai 50 anni. Tuttavia, in presenza di fattori di rischio come la familiarità, è consigliabile iniziare prima, tra i 40 e i 45 anni. I controlli comprendono una visita urologica e un esame del sangue (PSA).

Se, sulla base del valore del PSA, della visita e della valutazione anamnestica, emerge un sospetto di tumore della prostata, sarà necessario eseguire ulteriori indagini, come la risonanza magnetica multiparametrica (RM). La RM permette di valutare la presenza di aree sospette a livello della ghiandola prostatica. Qualora vengano riscontrate aree sospette e/o il sospetto di tumore sia elevato per la presenza di altri fattori di rischio (ad es. PSA, esplorazione rettale, PSA Density), il percorso diagnostico si completerà con l'esecuzione di biopsie prostatiche.

Le biopsie consistono nel prelievo di piccoli frustoli di tessuto da tutte le aree della prostata, i quali vengono analizzati dall'anatomo-patologo e permettono di formulare la diagnosi di tumore. Si tratta di un esame eseguito solitamente in regime ambulatoriale o in day hospital, in anestesia locale e sotto guida ecografica in tempo reale. In presenza di lesioni sospette alla RM, oltre ai prelievi effettuati sui vari quadranti della prostata (prelievi random), si procede anche all'esecuzione di prelievi mirati all'area segnalata dalla RM (prelievi RM-guidati).

In caso di diagnosi di tumore, è talvolta necessario eseguire ulteriori indagini per valutare l'estensione della malattia, come la TC-PET con PSMA.

Trattamento Chirurgico

La prostatectomia radicale con tecnica robotica è attualmente il trattamento più utilizzato per il tumore della prostata. Consiste nell'asportazione della prostata, delle vescicole seminali e, quando indicato, dei linfonodi loco-regionali, preservando — laddove l'estensione del tumore lo consenta — le strutture importanti per la funzione sessuale e urinaria. Rispetto alla tecnica open e a quella laparoscopica, la tecnica robotica consente una migliore visione e una maggiore precisione di movimento, permettendo al chirurgo di apprezzare i più piccoli dettagli anatomici ed eseguire l'intervento con un'accuratezza significativamente superiore. Questi vantaggi si traducono in migliori risultati funzionali (minori perdite ematiche, minor dolore post-operatorio, degenza ridotta, migliore continenza e funzionalità erettile) rispetto alle altre tecniche chirurgiche, mantenendo risultati oncologici simili o superiori.

L'intervento è curativo nella maggior parte dei casi in cui la malattia sia confinata all'interno della prostata. Tuttavia, in base al risultato dell'esame istologico del pezzo operatorio, può rendersi necessario effettuare una radioterapia e/o una terapia ormonale sistemica postoperatoria (adiuvante), con l'obiettivo di ridurre il rischio di recidiva della malattia.

Le sequele in termini di incontinenza urinaria e disfunzione erettile sono oggi rare, soprattutto in caso di malattia in stadio non avanzato, che consente di eseguire interventi più conservativi. La capacità eiaculatoria, invece, viene perduta in ogni caso.

Altre Opzioni Terapeutiche

La radioterapia è una terapia fisica che utilizza radiazioni ionizzanti per distruggere le cellule tumorali, cercando al contempo di risparmiare i tessuti sani circostanti. A essa si associa solitamente una terapia ormonale sistemica per un periodo variabile da 6 mesi a 3 anni, a seconda delle caratteristiche della malattia. La radioterapia rappresenta una valida alternativa terapeutica alla chirurgia, con risultati oncologici comparabili. La scelta tra le opzioni terapeutiche deve essere effettuata tenendo conto delle caratteristiche della malattia, degli effetti collaterali di ciascuna terapia e delle preferenze del paziente.

Negli ultimi anni sta emergendo la terapia focale, che mira a trattare esclusivamente la lesione tumorale principale preservando il tessuto sano circostante. Questa opzione è indicata in pazienti altamente selezionati con tumore della prostata in fase iniziale. La terapia focale garantisce ottimi risultati funzionali, ma i risultati oncologici a lungo termine non sono ancora chiari; per questo motivo è ancora considerata sperimentale.

Nei pazienti con tumore in fase molto precoce è possibile adottare un protocollo di sorveglianza attiva, che consiste nell'eseguire PSA, visite, RM ed eventuali biopsie periodiche, al fine di identificare tempestivamente un’eventuale progressione della malattia e intervenire con una terapia definitiva nei tempi opportuni.

Infine, nei pazienti con tumore della prostata metastatico, il trattamento si basa principalmente sulla terapia sistemica (terapia ormonale e/o chemioterapia).

Follow-up

Dopo il trattamento è importante eseguire controlli regolari per verificare che il tumore non recidivi. Il medico prescriverà esami del sangue (incluso il PSA) e visite periodiche per il monitoraggio.