Francesco Pellegrino Urologo
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Patologie

La Calcolosi Urinaria

La calcolosi urinaria è caratterizzata dalla presenza di agglomerati solidi di varia natura e struttura che si depositano nelle vie urinarie (rene, uretere e vescica). Questi possono determinare l'ostruzione al passaggio dell'urina e/o sintomi irritativi. Questi ultimi soprattutto se situati a livello della vescica.

Nella maggior parte dei casi i calcoli di piccole dimensioni vengono espulsi spontaneamente
Sono disponibili diverse tecniche minimamente invasive per la rimozione dei calcoli
L'analisi del calcolo consente di mettere in atto strategie personalizzate per prevenire le recidive
Alto tasso di recidiva nel corso della vita
La colica renale può essere molto dolorosa e richiedere un intervento urgente
In alcuni casi è necessario un drenaggio temporaneo della via escretrice prima del trattamento definitivo

La Calcolosi Urinaria: dalla Diagnosi al Trattamento

Epidemiologia e Fattori di Rischio

La calcolosi urinaria è una condizione molto frequente che colpisce prevalentemente gli uomini. Circa 1 uomo su 10 avrà problemi di calcolosi delle vie urinarie nel corso della vita. Può manifestarsi a tutte le età, anche se è più frequente tra i 50 e i 60 anni. Diversi fattori di rischio sono stati identificati, tra cui sindromi genetiche, condizioni metaboliche e cause anatomiche (ad es. stenosi ureterali o del giunto pieloureterale); tuttavia, nella maggior parte dei casi non è possibile distinguere una vera e propria causa. Per quanto riguarda i calcoli vescicali, è importante ricordare che questi sono frequentemente associati a un'ostruzione al passaggio delle urine, come nel caso dell'ipertrofia prostatica benigna.

Presentazione Clinica e Diagnosi

Il sintomo tipico della calcolosi renale e ureterale è la colica renale: un dolore di tipo colico, talvolta molto intenso, localizzato a livello lombare e/o al fianco, che si irradia anteriormente fino ai genitali esterni. A questo dolore possono associarsi nausea, vomito, febbre, dolore alla minzione e, a volte, presenza di sangue nelle urine. I calcoli vescicali si manifestano invece con sintomi urinari irritativi (urgenza minzionale, bruciore durante la minzione, necessità di urinare più frequentemente nel corso della giornata).

L'esame di prima linea è l'ecografia, che permette di identificare il calcolo — anche se in alcune sedi anatomiche la visualizzazione può risultare difficoltosa — o segni indiretti della sua presenza, come l'idronefrosi (dilatazione della via escretrice). La TC dell'addome è l'esame più accurato per lo studio del calcolo, in quanto fornisce informazioni sulla dimensione, composizione e localizzazione, consente di valutare eventuali segni indiretti e di pianificare il trattamento.

Trattamento della Colica Renale

La colica renale è caratterizzata da una sintomatologia dolorosa intensa, per cui il primo intervento è la somministrazione di un'adeguata terapia antidolorifica. In caso di calcoli inferiori al centimetro, in assenza di segni di infezione e di compromissione severa della funzionalità renale, e con dolore controllato, è possibile adottare un approccio conservativo volto a favorire l'espulsione spontanea del calcolo, invitando il paziente ad aumentare l'apporto idrico e a svolgere attività fisica. Spesso vengono somministrati anche farmaci normalmente utilizzati per l'ipertrofia prostatica (ad es. tamsulosina), che favoriscono l'espulsione del calcolo determinando un rilassamento della muscolatura ureterale.

Talvolta può essere indicata anche una terapia antibiotica ad ampio spettro.

In alcuni casi, a bassa probabilità di espulsione spontanea e in assenza di segni di infezione, è possibile procedere alla frammentazione diretta del calcolo con approccio endoscopico: ureteroscopia (URS) o ureterorenoscopia (RIRS) con litotrissia laser.

Qualora siano presenti segni di infezione significativa, importante compromissione della funzionalità renale e/o dolore non controllato nonostante la terapia medica, può essere indicato drenare la via escretrice mediante il posizionamento di uno stent temporaneo per via retrograda endoscopica (DJ) o percutanea (nefrostomia percutanea – PCN). Lo stent verrà mantenuto in sede fino all'espulsione spontanea del calcolo o alla sua frammentazione.

Trattamento della Calcolosi Urinaria

Sono disponibili diversi approcci per la frammentazione dei calcoli renali; la scelta dipende dalle caratteristiche del calcolo e del paziente.

La litotrissia extracorporea (SWL – Shock Wave Lithotripsy) determina la frammentazione del calcolo renale mediante la somministrazione di onde meccaniche dall'esterno del corpo.

L'ureteroscopia (URS) o ureterorenoscopia (RIRS) con litotrissia laser utilizza strumenti di diametro molto ridotto (pochi millimetri) per risalire la via escretrice fino a raggiungere il calcolo, che viene frammentato e/o polverizzato; i frammenti di dimensioni minori vengono successivamente rimossi. Al termine dell'intervento viene solitamente posizionato uno stent interno (DJ), che verrà rimosso nei giorni successivi. Questa è la tecnica più utilizzata in Europa per i calcoli a livello dell'uretere e del rene.

La nefrolitotomia percutanea (PCNL – Percutaneous Nephrolithotomy) è riservata a pazienti con calcoli voluminosi e complessi a livello renale, nei quali un approccio endoscopico per via retrograda non garantirebbe una bonifica completa della massa litiasica. Con questa tecnica si raggiungono le cavità intrarenali mediante una puntura percutanea del rene e la creazione di un tramite tra la cute e il parenchima renale. Una volta raggiunto il calcolo, si procede alla litotrissia. Al termine della procedura vengono solitamente lasciati in sede una nefrostomia percutanea (PCN) e/o uno stent interno (DJ), che verranno rimossi nei giorni successivi. È possibile anche eseguire un approccio combinato anterogrado (PCNL) e retrogrado (RIRS).

Infine, alcuni tipi di calcoli possono essere trattati con terapia medica che ne determina lo scioglimento.

Per i calcoli vescicali si ricorre solitamente a un approccio endoscopico mediante cistolitotrissia, con lo scopo di frammentare il calcolo e rimuovere i frammenti di dimensioni maggiori.

In caso di calcoli molto voluminosi può essere indicato un approccio open per la rimozione del calcolo attraverso un accesso addominale.

Follow-up e Prevenzione delle Recidive

Dopo la rimozione o espulsione di un calcolo è sempre utile sottoporlo ad analisi per determinarne la composizione, al fine di mettere in atto, ove indicato, accorgimenti nutrizionali o terapie mediche specifiche per prevenire le recidive. In alcuni casi è indicata una valutazione nefrologica per un approfondimento diagnostico e un piano di prevenzione personalizzato. Controlli periodici con esami radiologici, ematochimici e analisi delle urine consentono di verificare l'assenza di nuovi calcoli.