Francesco Pellegrino Urologo
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Esami Strumentali

Cistoscopia

La cistoscopia (o uretrocistoscopia) è un esame endoscopico che consente di visualizzare le pareti interne della vescica, i meati ureterali, il collo vescicale e l'uretra.

Permette di identificare sia alterazioni benigne (es. stenosi uretrali, calcoli vescicali) che neoformazioni tumorali a carico di queste strutture. Inoltre, permette di eseguire biopsie di eventuali aree sospette.

Cistoscopia: Informazioni utili

Come viene eseguita?

È un esame eseguito con l'introduzione attraverso l'uretra di uno strumento, il cistoscopio, preferibilmente flessibile, dotato alla propria estremità di una telecamera e di una fonte luminosa. Per migliorare la visione, la vescica viene distesa con l'introduzione di un liquido sterile attraverso lo stesso cistoscopio. Prima di introdurre il cistoscopio si applica a livello locale un gel lubrificante anestetico, che aiuta a rendere la procedura più tollerabile. La durata media dell'esame è di pochi minuti.

È un esame che solitamente viene eseguito in regime ambulatoriale (senza ricovero) con un'anestesia locale (gel lubrificante con azione anestetica). Dopo la procedura il paziente può tornare al domicilio. In alcuni casi specifici è indicata l'esecuzione in narcosi; in questo caso è necessario un periodo di osservazione dopo l'esame.

A cosa serve?

La cistoscopia è indicata in pazienti con sintomatologia urinaria per valutare la presenza di alterazioni anatomiche della bassa via escretrice (ad es. stenosi uretrali, ostruzione cervico-uretrale, sclerosi del collo, calcoli endovescicali, diverticoli vescicali) e in pazienti con sospetto di tumore delle vie urinarie. In quest'ultimo caso serve per valutare il numero, la posizione, le dimensioni e l'aspetto di eventuali neoformazioni vescicali. Oltre che nell'iter diagnostico dei tumori delle vie urinarie, è anche indicata nel follow-up degli stessi per identificare tempestivamente eventuali recidive.

Quali sono i rischi e le possibili complicanze?

La cistoscopia è un esame generalmente sicuro e ben tollerato. Come ogni procedura medica, può tuttavia associarsi a rischi e complicanze, tra cui:

- disuria: bruciore o fastidio durante e dopo la minzione, solitamente transitorio;
- presenza di sangue nelle urine (ematuria), generalmente lieve e autolimitante;
- infezione delle vie urinarie, che può richiedere terapia antibiotica;
- ritenzione urinaria acuta, ovvero incapacità di urinare spontaneamente, con necessità di posizionare un catetere vescicale che solitamente viene rimosso nell'arco di qualche giorno;
- raramente, lesione o perforazione dell'uretra o della vescica, che in casi eccezionali può richiedere un trattamento specifico (es. posizionamento di catetere vescicale o, molto raramente, intervento chirurgico);
- reazioni allergiche al gel anestetico locale, evento raro.

In caso di procedura eseguita in narcosi, si aggiungono i rischi generici legati all'anestesia.

Come dovrei prepararmi?

Le indicazioni sulla preparazione possono variare da tecnica a tecnica e da centro a centro. Eventuali indicazioni specifiche verranno fornite dal centro presso cui si esegue l'esame.

La cistoscopia è generalmente eseguita in regime ambulatoriale in anestesia locale e non richiede una preparazione specifica. In alcuni casi particolari può essere eseguita in narcosi; in questo caso è richiesto il digiuno da solidi e liquidi nelle ore precedenti all'esame (solitamente si consiglia dalla mezzanotte della sera prima dell'esame).

Può essere richiesta una profilassi antibiotica a discrezione del proprio medico curante.

L'utilizzo di farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti piastrinici va sospeso o continuato a seconda delle indicazioni fornite dal proprio medico curante.

Cosa devo fare dopo l'esame?

Dopo la cistoscopia è consigliabile:
- bere abbondanti liquidi nelle ore successive all'esame;
- attendersi la possibilità di un lieve bruciore minzionale e/o di tracce di sangue nelle urine, fenomeni generalmente destinati a risolversi spontaneamente;
- evitare sforzi fisici intensi nelle 24 ore successive all'esame.

Se l'esame è stato eseguito in narcosi, è necessario essere accompagnati e non guidare, non utilizzare macchinari e non assumere decisioni impegnative nelle ore successive alla procedura, oltre a osservare un periodo di digiuno secondo le indicazioni fornite dal personale sanitario.